Dentro di noi c'è un luogo silenzioso e sacro dove possiamo ritirarci in qualsiasi momento ed essere noi stessi
Hermann Hesse
sheakea in La Rosa più amata
utente anonimo in La Rosa più amata
Aion
Chou et Pomme
Converti gli 'a capo' in
Exploratio
L'altra parte di me
La terra di mezzo
Pane di Grano Duro
oggi
novembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
visitato *loading* volte


Toquinho, Samba della Rosa

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta
nell’evitare.
Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,
punta al bordo, costeggia,
il lanciatore di coltelli tocca da lontano,
l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di
mancarlo.
Erri De Luca, L’ospite incallito

Il dolore di un distacco
non è altro che il taglio di un rasoio su una vena.
Se sopravvivi ci penserai persino con sentimento:
e così diventerà un taglio nell’anima.
La prima ferita si rimarginerà,
la seconda sanguinerà per sempre.
Dorothy Parker, da Collected Poetry, Random House, New York, 1944
Si sente il tuo profumo...

Laszlo Mindszenti, Le grand voyage n.2
Sento risuonare l'acqua che cade nel mio sogno.
Le parole cadono come l'acqua io cado. Disegno
nei miei occhi la forma dei miei occhi, nuoto
nelle mie acque, mi dico i miei silenzi. Tutta
la notte attendo che il mio linguaggio riesca a
darmi forma. E penso al vento che viene a me,
perdura in me. Tutta la notte ho camminato sotto
la pioggia sconosciuta. Mi hanno dato un silenzio
pieno di forme di visioni (dici). E corri desolata
come l'unico uccello nel vento.
Alejandra Pizarnik, La figlia dell’insonnia

Piero della Francesca
Il ciclo pittorico della Leggenda della vera croce
Coro della chiesa di San Francesco, Arezzo
Piero Della Francesca mori nell'anno endecasillabo di
sbarco
millequattrocentonovantadue
di Colombo a occidente, un oriente fallito.
Isabella spediva alla malora gli ebrei della Spagna.
Piero morì al riparo delle ultime notizie.
Aveva dipinto su intonaco fresco le croci e l'insonnia
cristiana
di possedere la città dei sangui e dei messia
Gerusalemme.
Che poteva importargli la scoperta di un'America india?
Lasciò su una morbida scapola di Arezzo,
nell'aria circolare di una chiesa,
il suo viaggio in oriente, che è origine, sorgente.
Erri De Luca, L'ospite incallito


…e l’aria sorprende sorprende
i miei piani mandandoli all’aria
all’aria di te che mi sorprende
maldestra maldestra la mia previsione
di farti sorpresa d’amore
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua…

La strada non c’è.
Da qui in poi, speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c’è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato,
ma come tutto ciò che è.
Dal futuro,
dai suoi pericoli,
alla mia vita presente,
fino all’ignoto che segue,
all’oscurità che segue.
Oscurità
è solo assenza di luce.
Da qui in poi, speranza.
La strada non c’è.
Perciò
la costruisco mentre procedo.
Ecco la strada.
Ecco la strada, e porta con sé, impeccabili,
innumerevoli domani.
Ko Un da Poeta per destino
Eknmo Presents Laura Hansen, Strada Anfosa

Le maghe, come i santi, sono stelle solitarie che brillano di luce propria, non dipendono da nulla e da nessuno, perciò non hanno paura e possono lanciarsi alla cieca nell'abisso con la certezza che, invece di schiantarsi, spiccheranno il volo. Possono trasformarsi in uccelli per vedere il mondo dall'alto, o in vermi per vederlo dall'interno, possono abitare altre dimensioni e viaggiare in altre galassie, sono naviganti in un infinito oceano di coscienza e conoscenza.
Isabel Allende, Paula, 1994.